Il caldo

Purtroppo succede a tutti! La gente, col caldo, sta male e non ragiona più.

A volte anche col freddo e la pioggia, ma sono dettagli.

Ad esempio, Genio (nome di fantasia) è uno di quelli che ti prepara un danno enorme, pensa di essere nel giusto e soprattutto – appena chiedi un confronto – sparisce! Ti blocca!

Ora, quando io avevo 16 anni, WhatsApp non esisteva, quindi tantomeno la possibilità di bloccare qualcuno. Poi sono cresciuta, la tecnologia è migliorata e anche io mi sono trovata con la possibilità di bloccare qualcuno. Ma solo perché mi aveva minacciato.

Invece Genio, mi ha bloccato perché mi ha fatto perdere dei soldi. Mi sento così giovane, di nuovo 16enne visto che mi trovo davanti a un mulino a vento di 12 anni mentali.

Grazie Genio. Mi hai dato una nuova giovinezza in un momento strano, dove alle 9 di mattina ci sono 35°.

Certo, magari un giorno ti renderai conto che 12 anni non li hai più da un pezzo (da circa 23 anni), ma EHI! di coglioni è pieno il mondo, vanno sempre in coppia e noialtri li dobbiamo sopportare.

Fortunello, non conosci il tragico destino di chi cerca di muoversi in modo responsabile nel mondo e usa come sfogo un blog invece che il futuro degli altri.

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Dragon Trainer 3

Diciamolo senza vergogna: i cartoni animati fanno bene ai nostri cuori trentenni.

Soprattutto, ci fa bene Sdentato con la sua famiglia di draghi.. Ma partiamo dall’inizio. Dragon Trainer parla di un ragazzino inadatto al suo essere vichingo, un drago reso inadatto al volo e di come insieme formino una grande squadra capace di ribaltare il più grande pregiudizio esistente: ovvero, che i draghi e gli uomini debbano solo combattere tra di loro.

Questo, lungo due film episodi speciali e serie animate, ha reso il legame talmente forte da porre una domanda: Sdentato e Hiccup possono vivere l’uno lontano dall’altro? Esiste qualcosa capace di mettere in dubbio il loro rapporto?

La risposta a queste domande viene messa in moto nel terzo film di Dragon Trainer, dall’amore. Ora, diciamocelo: può sembrare una soluzione semplice. Fin troppe volte (più o meno dai tempi di Mowgli) l’amore è stato usato come quid per lasciare gli amici di una vita e costruirne un’altra.

Cosa ci dà Dragon Trainer che non abbiamo già visto in ogni film/cartone dedicato a un target dai 14 ai 16 anni?

Ecco, noi sappiamo esattamente cosa succede quando il nostro migliore amico si innamora, come cambiano le uscite insieme e le chiacchiere, ed è quello che ritroviamo qui.. con qualche differenza visto che parliamo di un drago e di un vichingo, di paesaggi spettacolari, di una resa grafica della sabbia che da sola vale il prezzo del biglietto etc etc.

Quel momento in cui le vostre uscite da simpaticissimi single stanno per finire..

Alla fine Dragon Trainer è cresciuto con i suoi bambini (e non) e dopo 9 anni li porta a spiccare il volo da soli, ricordando loro che non è necessario adattarsi a un mondo ingiusto fintanto che si può cercare e costruire uno migliore. E forse questo dovremmo ricordarlo tutti, visto che tutti sappiamo che gli amici sono sempre là, tra una storia e l’altra, sul nostro personale scoglio dell’amicizia, per vincere insieme le onde.

I cattivi sono ispirati ad Ade e le murene di Ursula.. e sono malvaagii (da leggere con la voce della musa di Hercules)

Ps: che poi la tipa di Mowgli non aveva proprio una faccia antipatica?!

Spider Man un nuovo universo

Spiderman è uno dei supereroi più amati di sempre. Protagonista di fumetti, cartoni, film, pupazzetti, meme, magliette e chi più ne ha più ne metta.. Perché?

Cosa rende Spiderman più super di un Superman o un Ironman?

Spidey nasce come un ragazzino che grazie al morso di un ragno acquista dei poteri. Oltre ad essere un ragazzino coi poteri, Spidey è anche un ragazzo delle pizze. Poi un fotoreporter. Poi un sempiterno innamorato della vicina.
Poi uno che ama sua zia più di tutti.

Spidey è l’unico supereroe che ha tutti nostri limiti, ma nonostante questo si rialza sempre.

Un po’ come noi.

Questo lo spiega bene il film uscito a Natale. Non un semplice cartone animato, un vero e proprio film di Spiderman. Può succedere a chiunque di diventare Spiderman, forse non tutti diventiamo Spiderman, ma tutti proviamo quello che prova Spiderman: grandi responsabilità e solitudine.

Vedere questo film ci insegna solo una cosa: mai arrendersi. Perché non siamo soli, non siamo gli unici a combattere contro insormontabili problemi, perché in un qualche universo un altro Noi ha le orecchie da elfo e cavalca i draghi!

Grazie Spiderman per quello che ci ricordi sempre: ognuno è eroico quando prova a rialzarsi. E Spiderman si rialza sempre.

PS: La grafica è curata fin nei minimi dettagli, mi ricorda la sapienza di MARVEL storia pubblicata tempo fa in cui con gli occhi di un fotografo di New York si viveva la vita del comune cittadino negli USA del fumetto!

1 Gennaio

01.01.19

In questi giorni ho pensato molto a cosa è stato il 2018. Un anno di incredibili cambiamenti, per cominciare: è l’anno in cui “me ne sono andata di casa” ma non come studentessa fuorisede. sono andata via per convivere, forte delle mie capacità e dei miei sentimenti.

Soprattutto i sentimenti!

Il 2018 è stato l’anno del traguardo: uno piccolo, per carità, il patentino da guida turistica, ma la cui gestazione è durata (2) anni, per lungaggini organizzative.

Ho vissuto il “lavoro nel turismo” e mi piace. Il 2019 sarà l’anno in cui metterò a frutto quel poco che ho fatto nel 2018.

Ho avuto un’idea e sottoposta ad una commissione. Chissà, forse il 2019 sarà anche l’anno in cui io e due amici ci trasformeremo in imprenditori grazie ai fondi regionali.

Il 2018 è stato l’anno in cui ho letto pochissimo. Ho deciso di recuperare iniziando subito con un libro di Lucarelli, “Navi a perdere”. Poi, visto che i buoni propositi sono sempre graditi, e grazie alle perle che offre la rete, ho deciso di dare ascolto a una pulce nell’orecchio: le scrittrici. Il nome di una donna sulla copertina di un libro, quali pregiudizi porta? Quando lessi Cronache dal mondo emerso, non lessi assolutamente il nome dell’autrice, me lo aveva passato mio fratello. Ma se lo avessi visto sugli scaffali di una libreria, l’avrei comprato? L’avrei divorato in pochi giorni? Non lo so.

Perché spesso il nome di donna sul libro porta con sé un sapore melenso per cui dovrà per forza esserci una storia d’amore dietro. Quello che voglio scoprire nel 2019 è: quante donne sanno dare al mondo personaggi forti come Elizabeth Bennet o mondi oscuri come quello di Frankenstein*?

Altre cose che mi aspetto nel 2019? Non so, ho molte buone vibrazioni a riguardo e un sacco di idee. Spero di aver preso il terreno giusto in cui piantarle!

 

*Il titolo completo è: Frankenstein o il moderno Prometeo. Interessante, no?

Shun di andromeda

L’anno prossimo arriverà su netflix una nuova versione dei Cavalieri dello zodiaco, con alcuni cambiamenti rispetto alla storica serie.

Per esempio Shun di Andromeda ora è una ragazza. Questo ha generato non poche polemiche, oltre a svariati Meme sul povero Andromeda

Ma chi è Andromeda (o Shun se vogliamo chiamarlo col suo nome originale)?

Il cavaliere con l’armatura rosa mi ha sempre dato fastidio nei miei pomeriggi al Grande Tempio: piagnucolava, sempre all’ombra del fratello (Ikki o Phoenix), sembrava il meno adatto ad essere cavaliere.

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Tra l’altro, sembrava pure che lui non volesse essere cavaliere. Andromeda è un diverso: ci pensa due volte prima di uccidere un avversario o anche prima di andare in battaglia.

Poco coraggio? Al contrario! Ci vuole poco per scoprire che lui è uno dei più forti: basta arrivare alla terza casa, la casa di Gemini.

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Chi è l’unico a colpire Gemini arrivando oltre l’armatura? Andromeda.

Allora lui è in grado di combattere! Perché non farlo? Perché non è come i suoi compagni, assetato di battaglie? Perché non è come suo fratello?

Andromeda ci insegna che il cuore di un cavaliere non è solo nel suo correre verso la morte eroica.

Uno dei motivi portati alla trasformazione di Andromeda in una ragazza è “per dare alle ragazze un personaggio in cui identificarsi”.

Ho visto i Cavalieri dello zodiaco durante le elementari, da grande volevo essere Cristal il cigno e non ho mai sentito la mancanza di un personaggio femminile in cui identificarmi: c’erano Castalia e Tisifone, lady Isabel per le pacifiste o Fiore di Luna per le inclinazioni zen.

Sapete qual è il problema di Andromeda? È palesemente gay. E ha una relazione con Cristal. Anche se mi dicono che non sia così, resta il fatto che è diverso dai soliti macho

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Una ragazza normalizza quel che non si può dire ai giovani innocenti.

Pensateci, trentenni e fate questo esercizio. Prendete l’indignazione che riservate alla censura religiosa che distrugge le statue e i patrimoni artistici, quella che nasce dal maschilismo che impedisce alle donne di guidare/votare/lavorare.

Ve la ricordate questa indignazione? Ora tornate indietro alla vostra infanzia e usatela. Perché ci hanno mentito e censurato. Tutti (o quasi) gli anime che abbiamo visto da bambini sono stati censurati. Non abbiamo conosciuto l’amore gay dei cavalieri dello zodiaco, delle guerriero sailor e di Lady Oscar.

Ci hanno convinto che il mondo è perfetto perché ha tratti caucásici ed è eterosessuale.

E ora succede di nuovo. In nome della parità di genere, si nasconde la forza DI Andromeda.

Perché se sei piccolo, abbandonato, con un fratello più dotato di te e scegli di non essere azione senza pensiero, sei il più forte tra i cavalieri.

E per questo verrai censurato.

Sulla maternità

Questo è scritto di getto.

Ho letto che l’ultimo atto politico ha tolto l’obbligo di maternità per gli ultimi mesi di gravidanza  dando così alla neomamma 5 mesi di maternità post parto.

Mi unisco alle critiche: purtroppo molte azioni volte a sottolineare i diritti dei lavoratori  sono fatte per evitare i soprusi dei datori di lavoro.

Togliere alla donna la possibilità di scegliere come gestirsi il suo tempo, vuol dire dare il fianco al datore a tenerla fino all’ultimo giorno. Magari proprio in quel periodo in cui è meno produttiva, quando deve andare continuamente in bagno, quando vive contandosi doglie e minuti.

Insomma, quando è una lavoratrice così pessima da dover licenziare.

 

Certo, sono solo ipotesi,ma questo non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci: all’indomani del decreto volto a stabilizzare i precari, sono aumentati i licenziamenti.

Ottavo e nono mese di gravidanza sono gli ultimi che una donna ha a disposizione per riposare (e non voglio affrontare eventuali casi di gravidanze a rischio), prima di iniziare un lungo viaggio fatto di poppate, veglie, parenti e tutto un carico di emozioni e responsabilità che non si può in nessun modo conoscere prima.

L’unica cosa che può far bene a una neomamma è il nido aziendale, non il parto in azienda.

La specializzazione

Nel 2012 mi sono laureata. Due giorni prima della discussione della tesi nacque mio figlio. Sei mesi dopo entrai alla scuola di specializzazione. Due anni dopo mi sono specializzata.

 

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. 

 

Questa citazione la feci mia nel 2011, due giorni prima della prima ecografia  Entrare nella tempesta.

Quando iniziai la scuola di specializzazione  dissi al direttore che avevo un bambino a 600km di distanza per cui mi avrebbe fatto comodo un minimo di elasticità riguardo all’obbligo di frequenza (Bologna si differenzia da tutte le altre scuole di specializzazione perché spalma le lezioni su sei mesi, tutti i giorni. Il resto delle università le concentra in due mesi, o una settimana al mese o nei weekend, partendo dal presupposto che chi si specializza non è uno studente a tempo pieno). Mi disse che avrei potuto frequentare via Skype, insomma che avremmo trovato una soluzione.

I professori a cui mi rivolsi non avevano la più pallida idea di cosa fosse Skype. Riuscii a frequentare il 50% delle lezioni, spiegando ad ogni singolo docente del mio corso di studi perché non potevo essere lì ogni giorno.

Alla fine del primo anno, durante l’esame, il precedente direttore della scuola mi disse che mi avrebbe abbassato la media, a causa delle assenze, e che avrei dovuto ringraziare la commissione perché mi permettevano di accedere al secondo anno.

NON ringraziai.

Il secondo anno, mi chiesero – tramite i rappresentanti degli studenti – se volessi trasferirmi al sud, alla scuola della mia città. È una cosa che da regolamento non si poteva fare, avrei rischiato di ricominciare da capo.

Qualche giorno dopo ricevetti una telefonata dalla segreteria in cui mi dicevano che visto il mio stato di salute avrei potuto chiedere il trasferimento e non avrei perso l’anno, tantomeno avrei dovuto pagare la retta anche nella seconda scuola

Rifiutai.

Mi sono diplomata con 100, il voto più basso tra la mia classe.

Mi sono diplomata senza fingere di essere malata. Prendendo due aerei a settimana e a volte anche due intercity notturni.

Mi sono diplomata riuscendo a veder crescere mio figlio.

E non ho mai ringraziato, neanche nella tesi finale.

Perché, nonostante tutto, io ringrazio ogni giorno mio figlio per la pazienza e me stessa per la tenacia.

NON esistono altre commissioni d’esame, una volta capito ciò la vita è più semplice. Sapere di dover rendere conto solo a se stessi o quasi, mi ha permesso di capire una cosa: gran parte della difficoltà di una impresa è data dalla commissione d’esame che decidiamo dovrà valutarci.

Siamo in grado di entrare nella tempesta solo perché poi saremo in grado di uscirne.

Sempre.

 

 

 

I crimini di Grindewald

Ultimamente sono tutti d’accordo che gli anni ’20 del secolo scorso siano stati i più interessanti in assoluto. Proprio in questi anni ruggenti troviamo il buon Newt Scamander impegnato – suo malgrado – a dar la caccia al terribile Grindewald.

Intanto, in sala si possono fare le seguenti cose:

  • Intenerirsi davanti ad ogni animale fantastico partorito dalla computer grafica;
  • Riflettere sulla necessaria importanza di uno Snaso da compagnia;
  • Jhonny Depp;
  • Giocare a: “indovina chi sarà il suo nipotino?” (è consigliato un allenamento con Beautiful/ Famiglia dei paperi/ Gens Giulio-Claudia);
  • Cercare su Amazon un piumino per la polvere e dei campanelli;
  • Minerva Mc Granitt.

Fortunatamente il film non è l’ultimo della serie. Bisogna riconoscere che è bello quando si prende una buona idea e la si sviluppa decentemente. Mica è da tutti: andiamo a vedere i trailer natalizi per rendercene conto.

A tutti manca Hogwarts, è inutile negarlo. I libri di Harry Potter contengono un mondo che fu confezionato a misura per i bambini a partire dai 10 anni circa, ma – questo mondo – è poi cresciuto con quei bambini, portandoli ancora ad incantarsi: prima a teatro con La maledizione dell’Erede e poi a cinema con Animali Fantastici.

Sappiamo che ci sono scale a cui piace cambiare, anni che passano e sguardi che cambiano. Ma certe CASE restano.

 

Per fortuna.

Se fossi un poeta futurista

Fossi un poeta futurista,
il sabato sarebbe la mia musa.
Intrecciando mattine pigre e lavatrici accese,
Metterei in versi il mio vicinato.

Fossi un poeta futurista,
avrei una perfetta onomatopeica per la centrifuga
stretta in metrica con
l’aspirapolvere.

Fossi un poeta futurista,
avremmo qui un nuovo e moderno
Sabato del villaggio.

E invece,
Solo verticali
Senza fine

 

Devo riprendere a scrivere.

G.